Centro di ascolto al femminile
Una stuttura comunale a sostegno delle donne che soffrono
Di Federica Zandri
Uno sportello per prevenire la depressione, per impedire alle donne segnate da preoccupazioni familiari, sentimentali, finanziarie, di lasciarsi andare, di sprofondare nel baratro. E' quanto l'Amministrazione comunale ha attivato attraverso l'assessorato alle Pari Opportunità, il Forum delle Donne e l'associazione "Interazioni" da un anno e mezzo a questa parte. Un centro- che ha la sua sede in Via Redipuglia 35-( I° piano) presso il quale le cittadine di qualsiasi età possono rivolgersi per ricevere supporto psicologico da professioniste del settore (due psicoterapiste ed una psicologa) o per affidarsi a gruppi femminili di mutuo soccorso nell'ambito dei quali le diverse problematiche vengono affrontate "insieme", per sentirsi meno sole.
Interessante rilevare quanti contatti e quante adesioni siano stati raccolti in questi primi mesi di attività: 119 sono state le telefonate per richiedere una consulenza, 12 le adesioni al gruppo "Donne solidali nella crisi" e 16 le donne che hanno iniziato ad incontrarsi per affrontare la questione insidiosa della dipendenza affettiva.
"Donne che amano troppo" è infatti la denominazione del gruppo di mutuo aiuto che si è costituito di recente e che è rivolto a tutte le ragazze e donne che vivono con disagio una situazione sentimentale, nella quale loro malgrado si ritrovano a sostenere il ruolo di vittime o comunque di soggetti deboli. Alla base di questo atteggiamento esiste una scarsa autostima che porta le donne -fidanzate e mogli- a dipendere in tutto e per tutto dal partner e quindi a subire ogni suo atteggiamento, stato d'animo e decisione. Un rapporto squilibrato, dunque, che produce grande sofferenza a qualsiasi età. E sono infatti donne giovani ma anche mature coloro che si trovano a fare i conti con queste difficoltà, risolvibili molto difficilmente senza il sostegno di persone solidali e senza la guida di uno psicologo. L'idea del corso è venuta alla dottoressa Annalisa Sgalla che, insieme alle colleghe Annarosa Simo e Pia Campanile, ha preso le mosse dal saggio-rivelazione "Donne che amano troppo" di Robin Norwood, nel quale migliaia di donne di tutto il mondo si sono ritrovate. Più generico il filo conduttore dell'altro gruppo, ormai collaudato, "Donne solidali nella crisi", indirizzato a chi si scontra con problemi non solo sentimentali ma anche, ad esempio, legati al rapporto con i figli, di tipo economico e di autonomia finanziaria, nelle relazioni umane e professionali, e via di seguito. "I casi di depressione- sottolinea l'assessore alle Pari Opportunità, Stefania Ragnetti- sono in costante aumento e riguardano in particolare le donne, i soggetti più fragili proprio perchè carichi di responsabilità familiari e lavorative. Arrivare "prima" che la situazione precipiti, prima cioè di dovere ricorrere ad un aiuto di tipo sanitario, o peggio ancora ad atti irreparabili, è un compito che questa Amministrazione ha sentito di addossarsi ed i risultati ci stanno dando ragione". "Il centro di ascolto del disagio femminile non è medicalizzato - conferma la presidente del Forum delle Donne, Maria Cristina Bellardinelli e garantisce la riservatezza per chi lo frequenta. E soprattutto è gratuito...quante donne che soffrono non possono permettersi un sostegno a pagamento!" La struttura comunale è aperta il lunedì dalle 15 alle 17 ed il giovedì dalle 17 alle 20. Per contatti è attivo un indirizzo e-mail: disagioalfemminile@libero.it ; il numero di telefono- raggiungibile anche nei giorni di sabato e domenica- è 340.7753965
Uno sportello per prevenire la depressione, per impedire alle donne segnate da preoccupazioni familiari, sentimentali, finanziarie, di lasciarsi andare, di sprofondare nel baratro. E' quanto l'Amministrazione comunale ha attivato attraverso l'assessorato alle Pari Opportunità, il Forum delle Donne e l'associazione "Interazioni" da un anno e mezzo a questa parte. Un centro- che ha la sua sede in Via Redipuglia 35-( I° piano) presso il quale le cittadine di qualsiasi età possono rivolgersi per ricevere supporto psicologico da professioniste del settore (due psicoterapiste ed una psicologa) o per affidarsi a gruppi femminili di mutuo soccorso nell'ambito dei quali le diverse problematiche vengono affrontate "insieme", per sentirsi meno sole.
Interessante rilevare quanti contatti e quante adesioni siano stati raccolti in questi primi mesi di attività: 119 sono state le telefonate per richiedere una consulenza, 12 le adesioni al gruppo "Donne solidali nella crisi" e 16 le donne che hanno iniziato ad incontrarsi per affrontare la questione insidiosa della dipendenza affettiva.
"Donne che amano troppo" è infatti la denominazione del gruppo di mutuo aiuto che si è costituito di recente e che è rivolto a tutte le ragazze e donne che vivono con disagio una situazione sentimentale, nella quale loro malgrado si ritrovano a sostenere il ruolo di vittime o comunque di soggetti deboli. Alla base di questo atteggiamento esiste una scarsa autostima che porta le donne -fidanzate e mogli- a dipendere in tutto e per tutto dal partner e quindi a subire ogni suo atteggiamento, stato d'animo e decisione. Un rapporto squilibrato, dunque, che produce grande sofferenza a qualsiasi età. E sono infatti donne giovani ma anche mature coloro che si trovano a fare i conti con queste difficoltà, risolvibili molto difficilmente senza il sostegno di persone solidali e senza la guida di uno psicologo. L'idea del corso è venuta alla dottoressa Annalisa Sgalla che, insieme alle colleghe Annarosa Simo e Pia Campanile, ha preso le mosse dal saggio-rivelazione "Donne che amano troppo" di Robin Norwood, nel quale migliaia di donne di tutto il mondo si sono ritrovate. Più generico il filo conduttore dell'altro gruppo, ormai collaudato, "Donne solidali nella crisi", indirizzato a chi si scontra con problemi non solo sentimentali ma anche, ad esempio, legati al rapporto con i figli, di tipo economico e di autonomia finanziaria, nelle relazioni umane e professionali, e via di seguito. "I casi di depressione- sottolinea l'assessore alle Pari Opportunità, Stefania Ragnetti- sono in costante aumento e riguardano in particolare le donne, i soggetti più fragili proprio perchè carichi di responsabilità familiari e lavorative. Arrivare "prima" che la situazione precipiti, prima cioè di dovere ricorrere ad un aiuto di tipo sanitario, o peggio ancora ad atti irreparabili, è un compito che questa Amministrazione ha sentito di addossarsi ed i risultati ci stanno dando ragione". "Il centro di ascolto del disagio femminile non è medicalizzato - conferma la presidente del Forum delle Donne, Maria Cristina Bellardinelli e garantisce la riservatezza per chi lo frequenta. E soprattutto è gratuito...quante donne che soffrono non possono permettersi un sostegno a pagamento!" La struttura comunale è aperta il lunedì dalle 15 alle 17 ed il giovedì dalle 17 alle 20. Per contatti è attivo un indirizzo e-mail: disagioalfemminile@libero.it ; il numero di telefono- raggiungibile anche nei giorni di sabato e domenica- è 340.7753965
